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Recovery Fund, ecco quando arriveranno i soldi che spettano all’Italia

La prima parte dei soldi del Recovery fund dovrebbe arrivare a luglio: l’annuncio della Commissione Europea

recovery fund

La campagna vaccinale è nel vivo, il governo di Mario Draghi sta mettendo a punto le riaperture in vista della stagione estiva e una domanda sorge spontanea: che fine hanno fatto i soldi del Recovery fund? Arriveranno, e presto.

Recovery fund, primi soldi a luglio

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La conferma ufficiale arriva dall’Europa: i soldi del Recovery fund destinati all’Italia arriveranno presto. Lo ha annunciato il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis nel corso di una conferenza in cui ha illustrato il calendario delle prossime settimane. Tra le date da tenere a mente c’è quella della consegna dei primi fondi al nostro Paese, prevista per luglio se tutto procederà senza intoppi. Lo stesso Dombrovskis annuncia che il primo pagamento arriverà ai Paesi dell’Unione Europea “presumibilmente a luglio” e consisterà nel 13% del prefinanziamento.

Se, quindi, verrà seguita la tabella di marcia, l’Italia riceverà a luglio i primi fondi.

Recovery fund, altra quota entro fine 2021

Un’altra quota di fondi da parte dell’Europa dovrebbe poi arrivare entro la fine del 2021. Questo dipenderà dagli Stati membri dell’Unione, in particolare da come verranno portati avanti i progetti dai Paesi europei. In questa seconda fase infatti, se verranno rispettati i tempi stabiliti, la Commissione Europea dovrà comunque aspettare la ratifica di tutti i Paesi prima di potersi rivolgere ai mercati.

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“Un secondo pagamento è previsto entro fine anno”, ma, spiega Dombrovskis, sarà vincolato al “raggiungimento degli obiettivi”.

Recovery fund, i piani dei Paesi

Intanto il commissario Ue all’Economia Umberto Gentiloni ha spiegato che c’è soddisfazione rispetto ai 14 piani consegnati dai Paesi per ricevere i fondi. Gran parte di essi, infatti, sono arrivati prima del 30 aprile, scadenza che non era vincolante. “Non hanno gravi punti deboli. Stiamo lavorando soprattutto sui tempi, sui meccanismi di controllo e sugli obiettivi” ha commentato. C’è da aspettare però la metà di giugno per avere una risposta definitiva dalla Commissione europea, che potrà apporre eventuali modifiche ai piani, Pnrr italiano compreso.

Recovery fund, cosa potrebbe far slittare la consegna dei fondi

Nonostante la soddisfazione della Commissione Europea per la prontezza nella consegna dei piani, potrebbe esserci un ostacolo: la ratifica delle risorse proprie. All’appello infatti mancano ancora otto Paesi, tre dei quali dovrebbero completarla entro fine settimana. La Commissione europea spiega che potrà rivolgersi ai mercati solo dal mese successivo a quello in cui avverrà l’ultima ratifica: è essenziale perciò che tutte avvengano entro il 31 di maggio. Infatti se anche solo una dovesse scalare al 1 giugno, la Commissione non potrebbe raccogliere i fondi prima di luglio: ciò significa che anche il primo pagamento agli Stati slitterebbe alla fine dell’estate.

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