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Calcolatore Irpef Online | Irpef.info

Calcolo Irpef 2020: ecco come calcolare l’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Per chi deve calcolare l’Irpef è necessario ricordare che, oltre alle aliquote e agli scaglioni di reddito, bisognerà tenere in conto di ulteriori elementi. I lavoratori dipendenti hanno diritto al bonus di 80 euro, oltre che alle detrazioni Irpef sui redditi percepiti.

Elementi che rendono complesso il calcolo Irpef 2020 e che portano alla necessità di approfondire su come fare e quali le istruzioni da tenere a mente.

In questa pagina il contribuente può calcolare in base alle norme attualmente in vigore l’importo annuale dell’Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche) e quello delle relative addizionali regionale e comunale, indicando gli elementi fondamentali della propria situazione lavorativa e familiare. Se spettante viene calcolato anche il “bonus 80 euro”.

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Attenzione. L’importo dell’imposta viene calcolato in base alle aliquote ed alle detrazioni indicate nel Testi unico delle imposte dirette attualmente in vigore.

  • L’Irpef non è dovuta nel caso in cui l’imposta netta risulti inferiore alla somma di 10,33 euro.
  • L’aliquota media calcolata qui si riferisce alla sola Irpef statale, escluse quindi le addizionali regionale e comunale.
  • L’aliquota marginale è determinata ipotizzando un incremento di reddito pari a 500 euro.

Irpef: i dati da inserire per calcolarlo

Reddito annuo. Va inserito l’imponibile Irpef, escludendo le voci non soggette a tassazione. Solo per i lavoratori dipendenti è possibile in alternativa inserire il reddito lordo (comprensivo quindi dei contributi sociali) che il programma provvede a trasformare in imponibile. In quest’ultimo caso i contributi sono quelli in vigore per la generalità degli assicurati Inps: fino al 2006 aliquota del 9,19% (di cui 0,3% di cassa integrazione), dal 2007 del 9,49%. Le cifre possono essere digitate con o senza puntini di separazione per le migliaia.

Anno. Si intende quello in cui il reddito è stato percepito, e per il quale dunque l’imposta è dovuta. Quindi non quello della dichiarazione, che viene presentata l’anno successivo.

Voci legate a incrementi di produttività. Indicare le somme che nel corso dell’anno sono state percepite a qualunque titolo a fronte di un incremento di produttività (per un quadro aggiornato dei casi in cui la norma è applicabile si può consultare questa circolare dell’Agenzia delle Entrate). Le somme vanno indicate come parte del reddito imponibile già specificato (in altre parole reddito x di cui voci variabili y). Questi importi vengono sottratti all’imponibile Irpef e tassati con un’imposta sostitutiva “secca” del 10 per cento. La tassazione agevolata, per l’anno 2011, riguarda i lavoratori dipendenti privati con un reddito nell’anno precedente non superiore a 40.000 euro lordi, e si applica per un importo massimo di 6.000 euro lordi. All’agevolazione si può rinunciare nel caso venga ritenuta non conveniente: può accadere per redditi molto bassi.

Immobile. Inserire a seconda dei casi la rendita catastale senza rivalutazione del 5% (come risulta dall’atto di acquisto o altro documento), o il canone di affitto senza decurtazione del 15%, e selezionare il relativo pulsante di scelta (rendita/affitto). L’abitazione principale (con le eventuali pertinenze) è di fatto esente da Irpef e dunque l’indicazione di questa rendita non incide sul calcolo dell’imposta. L’abitazione non principale, che non sia affittata o usata come abitazione principale da un familiare, si intende a disposizione: ai fini del calcolo dell’imposta la rendita viene maggiorata di un terzo (lo fa automaticamente il programma e dunque va indicata dall’utente così com’è). Dal 2011 è possibile applicare ai redditi da affitto – solo relativamente ad immobili ad uso abitativo – la “cedolare secca”, ossia una tassazione separata del 21 per cento (nel caso di canone a libero mercato) e del 10 (per i canoni “convenzionali”). Confrontando l’imposta calcolata con questa opzione con quella del 2010 o di un altro anno precedente – nel quale la cedolare non era applicabile – si ottiene una misura della convenienza di questo meccanismo, in relazione ai vari livelli di reddito.

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Figli a carico. Il calcolo può tener conto sia di figli a carico per tutto l’anno (12 mesi), sia per un numero di mesi minore. Per figli a carico 12 mesi: può essere indicata contemporaneamente la condizione di disabile e quella di minore di tre anni, fino al 2007 la prima era prevalente mentre dal 2007 le rispettive detrazioni si dovrebbero sommare. Per coniuge e figli a carico meno di 12 mesi: specificando il numero di mesi (da 1 a 11) in una o più delle caselle “coniuge” “figlio 1”, “figlio 2” etc. si indica la loro esistenza, per “figlio 2” va poi eventualmente precisato se si tratta di minore di 3 anni o disabile.

Percentuale di carico. Fino all’anno fiscale 2006 i genitori potevano dividere liberamente le deduzioni/detrazioni fiscali, con qualsiasi percentuale. Dal 2007 invece le norme prevedono la divisione al 50 per cento o l’attribuzione per intero al genitore con il reddito più alto. Per gli anni 2005-2006 la particolare struttura di detrazioni ed aliquote faceva sì che la ripartizione più conveniente non fosse immediata, per cui con un’apposita pianificazione si potevano risparmiare anche centinaia di euro.

Altri oneri. Qui è possibile inserire l’insieme degli oneri deducibili (assicurazioni sanitarie, donazioni a Onlus etc.) che vanno a ridurre il reddito precedentemente indicato, e l’insieme delle spese (mediche o altre) la cui detrazione al 19 per cento riduce l’imposta dovuta.

Aliquota media. Esprime in percentuale il rapporto tra prelievo e reddito imponibile: dunque quanta parte di quest’ultimo finisce in imposta (addizionale regionale esclusa). Il reddito considerato ai fini dell’aliquota media non comprende gli oneri deducibili.

Aliquota marginale. Esprime in percentuale l’imposta che si pagherebbe su un ipotetico importo aggiuntivo di reddito, ad esempio un aumento di stipendio. L’ampiezza dell’importo aggiuntivo è arbitraria: nel programma è stata fissata a 500 euro. Si tratta di aliquota marginale effettiva, che differisce da quella legale (ad esempio, il 23 per cento) per l’effetto di deduzioni e detrazioni.

Rispetto all’imposta… differenza. Evidenzia la differenza in euro tra i valori della sola Irpef, calcolati per i due anni prescelti. Il confronto non comprende le addizionali regionale e comunale. Il segno più accompagnato dal colore rosso indica un aggravio di imposta, il meno (con il blu) una diminuzione.

Addizionale regionale. L’aliquota base è dello 0,9 per cento, ma le Regioni hanno la facoltà di elevarla fino ad un massimo dell’1,4 per cento e di introdurre scaglioni di reddito differenziati. Le Regioni in cui ci sono disavanzi sanitari sono addirittura obbligate dalla legge ad applicare un’aliquota maggiorata, fino ad un massimo dell’1,7 per cento. A lavoratori dipendenti e pensionati l’addizionale viene trattenuta l’anno successivo a quello cui si riferisce, in un numero di rate non superiore ad 11. Ad esempio nel 2011 compaiono sul cedolino dello stipendio o della pensione le trattenute relative all’addizionale 2010. In questa pagina l’addizionale calcolata è quella di competenza per l’intero anno, dunque differisce da quella trattenuta da stipendi o pensioni.

Addizionale comunale. I Comuni hanno la facoltà (ma non l’obbligo) di applicare una propria addizionale con aliquota fino allo 0,8 per cento. Dal 2007 si possono stabilire esenzioni al di sotto di determinate fasce di reddito. Inoltre dallo stesso anno l’addizionale si paga sia in acconto che in saldo. A lavoratori dipendenti e pensionati il saldo dell’addizionale viene trattenuto l’anno successivo a quello cui si riferisce, in un numero di rate non superiore ad 11. L’acconto, pari al 30 per cento, viene invece trattenuto nell’anno di riferimento in un numero di rate non superiore a 9, a partire dal mese di marzo. In questa pagina l’addizionale calcolata è quella di competenza per l’intero anno, dunque differisce da quella trattenuta da stipendi o pensioni.

Reddito mensile. Il calcolo della mensilità netta su questa pagina ha valore indicativo perché, soprattutto per i lavoratori dipendenti, la presenza di elementi come festività e straordinari fa variare mese per mese il reddito e quindi anche la tassazione. Qui invece l’imposta annua viene semplicemente divisa per il numero di mensilità. Nel caso delle pensioni le rate mensili tendono ad allinearsi, ma il calcolo mantiene comunque elementi di approssimazione. Nel caso dei lavoratori autonomi e degli altri redditi questa voce ha naturalmente una valenza del tutto teorica. Per un calcolo più preciso dell’Irpef mensile consultare l’apposita pagina.

“I calcolatori presenti su Irpef.info hanno mero valore informativo e non hanno alcuna pretesa di carattere consulenziale”

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